Monolocale uso investimento. Andiamo ad indagare se è così
Se vi è capitato di girare per le agenzie di viaggio della vostra città, vi sarò capitato di leggere un tipo di annuncio che – lo diciamo per avvertirvi, difficile, poi, andare sfrugugliare nello specifico – a noi puzza un po’. “Monolocale 40 mq. Ottimo per investimento!”; oppure “Vendesi monolocale uso investimento”. Ma che cosa vuol dire, esattamente? Se per noi comprare un monolocale può essere un investimento – plausibile – significa che in un futuro si può presagire una facile liquidazione di questo immobile.
Ma è sempre vero? Certo, in città come Milano, Roma, Bologna, tre dei centri immobiliari italiani più importante e – non un caso – anche i migliori poli universitari del paese. Ma se vi passa per la testa di comprare un monolocale, a Cesena per dire, bella città, nulla da dire, ma in città di media grandezza come questa, un monolocale è un vero investimento? Ricordatevi una cosa, che è una vera regola. Compra caro e vendo caro. A questo punto, quindi, meglio puntare su città più prestigiose, se vogliamo fare gli investitori.
“I volumi del mercato della prima casa sono in affanno”, dice Bruno Vettore, a.d. di Tree real estate (che raggruppa Gabetti, Grimaldi e Professione casa), raggiunto dal Sole 24 Ore. “…e rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, in contrazione del 3-4%, mentre c’è interesse per l’investimento nel mattone di piccolo taglio”.
Non abbiamo dati per quantificare quanto sia grande questo interesse per il mattone di “piccolo” taglio. Sappiamo però che in grossi centri come quelli già citati, lo stesso affitto per un monolocale può raggiungere cifre interessante. Dai 700 ai 950 euro.
Le cose potrebbero cambiare a breve. La presunta patrimoniale, l’introduzione delle nuove imposte sugli immobili – ICI, l’IMU – potrebbero cambiare la situazione.
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