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Accessori e strumenti per parrucchiere: un investimento sicuro

Scritto il 21 ottobre 2011 da Alex.

Lavagna con scritteIn occasione de La Lavagna di Tradingmatica, Investimenti Sicuri segnala un interessante settore su cui l’inserto de La Repubblica Affari & Finanza, ha sciorinato i numeri giusto un paio di giorni fa. Stiamo parlando del business degli attrezzi per parrucchieri. I dati, in questo senso, sono tali da approfondire il discorso.

Premettiamo che stiamo parlando di un settore che si presenta, nella sua interezza, in ottima salute, assolutamente trasversale, ma che presenta un pattern di comportando piuttosto delineato: cala il fatturato dei barbieri, aumenta quello dei saloni e delle parruccheria. Segno che sempre più uomini abbandonano il trattamento sobrio e sbrigativo del barbiere per sentirsi coccolati da mani esperte ma soprattutto femminili.

Analisi di settore
Il mercato degli attrezzi per parrucchieri è ovviamente una nicchia. Il fatturato secondo Affari & Finanza si aggirerebbe attorno ai 300 milioni di euro annuali, con oltre 80 aziende attive. Anche qui buona è il posizionamento della vendita online, dove si segnalano peggysage.com e giordanoshop.it. Sono poche, però, le aziende strutturate con un proprio marchio e una struttura consolidata. Questo ipoteticamente consente a chiunque di entrare dalla porta principale, ma al contempo restringe la possibilità di chi invece aspira a un’entrata secondaria: ossia il franchising -  il consiglio, quindi, qualora doveste avere successo, è proprio quello di porre le basi per una struttura di questo genere n.d.r.

Visto che i consigli per aprire un sito di e-commerce sono limitati e non vanno oltre la creazione di un sito accattivante, un database aggiornato e la scelta del magazzino o quello di vendere prodotti (spazzole, shamppo, piastre) di qualità, passiamo alle indicazioni su come aprire un negozio all’ingrosso. Qui c’è da scontrarsi con la burocrazia e tutti gli incartamenti solitamente connessi all’apertura di una normale attività “fisica”. Ma non anticipiamo troppo i passaggi.
Vediamoli insieme:

Aspetti burocratici
E’ indispensabile la predisposizione di una pratica di Comunicazione Unica sia per l’iscrizione al Registro delle Imprese tenuto presso la Camera di Commercio della Provincia (versando la tassa di concessione governativa di euro 168,00) che per l’attribuzione della partita iva rilasciata dall’Agenzia delle Entrate.

Aspetti fiscali

L’attività può essere svolta con regime contabile ordinario o semplificato dove si versano: Irpef e relative addizionali, Irap, Iva, diritto annuale camerale.

Aspetti previdenziali
Il titolare dell’attività va iscritto nella gestione Commercianti dell’Inps e di conseguenza è obbligato a versare i contributi minimi (circa 2.800,00) . Eventuali dipendenti vanno iscritti nell’apposita.

Si tratta di aspetti che non devono spaventare l’investitore. Abbiamo visto che l’investimento è sicuro e, riprendendo l’articolo di Affari & Finanza, si tratta di “una “costola” dell’industria cosmetica – che non conosce crisi-, molto attiva in Italia perché si rivolge ad mercato di 100 mila parrucchieri e ramificata anche all’estero attraverso l’esportazione dei prodotti di settore in tutto il mondo: dall’Europa all’Australia, fino all’Africa e agli Emirati Arabi. Tra le aziende più importanti del comparto spiccano i nomi di Maletti, AGV Group, Gamma & Bross, Müster e Dikson Service, Ceriotti, Salon Ambience, Nelson Mobilier, AAM – BeautyStar, Vezzosi Arredamenti, PresenceParis, Palladium, Gigli & Meglio, Bmp, UKI e Artecno”.
Via| Affari & Finanza a firma (V.d.c.); consulenzafiscaleonline.it; Yahoo Answer

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