Investire in Polonia: Europei di calcio 2012 e non solo
Tra i paesi dell’ex blocco sovietico, non c’è dubbio che la Polonia sia una delle nazioni che stanno meglio. Merito della localizzazione al centro dei maggiori canali di traffico merci d’europa – lo sanno bene chi incontra puntualmente in autostrada decine di camionisti polacchi – e della programmazione finanziaria UE 2007-2013, in cui la Polonia risulta il principale beneficiario dei fondi stanziati nell’ambito della politica di coesione, con un afflusso finanziario di 67,28 miliardi di euro.
A questi si aggiungono i 13,23 miliardi di euro erogati per la politica agricola comune, i 600 milioni per quella della pesca. Un ulteriore fattore di crescita economica del Paese, sarà costituito dallo svolgimento in Polonia e Ucraina del Campionato europeo di calcio del 2012, che non farà altro che attirare gli investitori immobiliari, già titillati da un settore che lo scorso anno ha registrato un aumento di valore del + 33%, con punte del 50% nella vecchia Cracovia.
Oltre all’inesistenza di barriere doganali con l’UE, la Polonia gode di una conveniente politica fiscale. Per quanto riguarda l’imposta sul reddito delle persone fisiche, agli imponibili che stanno nella fascia 0 – 85.528 zloty (0.2363 euro) si applica un’aliquota del 18% meno la detrazione fiscale di 556,02 sloty, mentre per redditi che vanno dagli 85.528 zloty ai 14.839,02, si applica il 32%.
La tassazione si applica alle persone fisiche residenti in Polonia, ovverosia chi abbia in Polonia il centro dei propri interessi personali ed economici o viva in Polonia per più di 183 giorni nell’arco dell’anno fiscale (in questo caso la tassazione viene effettuata su tutti i redditi, indipendentemente da dove essi sono stati prodotti) e alle persone fisiche non residenti in Polonia, limitatamente ai redditi prodotti sul territorio polacco. E grazie all’accordo bilaterale del 1985, la doppia tassazione è decaduta.
Via| Ambasciata italiana a Varsavia; viaggiatori.net
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