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Quando il conto ce l’hai solo on line

Scritto il 19 maggio 2011 da Alex.

I tempi cambiano. Mai come in questo momento, verrebbe da dire. E soprattutto nel settore bancario, che sta vivendo un vero periodo di transizione. Protagonista è il boom delle banche on line, fenomeno che sembra dettato più dall’esigenza del mercato che da una volontà da parte degli istituti di adeguarsi ai nuovi tempi che corrono.

Gli italiani, infatti, hanno colto al volo l’offerta di banche on line straniere, e quelle nazionali sono corse ad adeguarsi. Il fenomeno ha dati veramente rilevanti: si parla di oltre due milioni di nostri connazionali che hanno dato l’addio alle lunghe file agli sportelli

Secondo i dati dell’ultimo studio Abi e Gfk Eurisko pubblicato pochi giorni fa, ormai un cliente su tre, accede alla banca anche via web: una tendenza che negli ultimi cinque anni è quasi triplicata passando dal 12% del 2005 al 34% del 2010 e che interessa oggi dieci milioni di italiani. In quattro casi su cinque si tratta di persone che semplicemente affiancano l’uso di internet a quello tradizionale dello sportello: l’ordinaria amministrazione viene gestita con il pc, mentre le richieste più specifiche sono ancora appannaggio della sede fisica che, però, viene visitata meno spesso di qualche anno fa (una volta e mezzo al mese, contro le due volte al mese del 2005).

Accanto ai dieci milioni di clienti “multicanale”, come vengono definiti tecnicamente, c’è però una fascia sempre più nutrita di clienti tecnologici che allo sportello tradizionale ha detto addio. Dai numeri di Gfk e Abi risulta infatti che sono ormai due milioni gli italiani che hanno scelto un conto corrente online, da gestire solo grazie a pc e Atm. Questo tipo di cliente si dichiara nell’84% dei casi molto soddisfatto dei servizi via internet e sfrutta con maggiore interesse le possibilità offerte dall’e-commerce rispetto ai clienti tradizionali.

La scelta dell’online è dettata dalla comodità ma anche dal prezzo, come è possibile rilevare attraverso i numeri forniti da Supermoney, il portale del confronto conti correnti e delle tariffe. Prendendo il caso di un uomo di 35 anni, con un patrimonio in banca di seimila euro e che vuole un bancomat per il suo conto, il costo di un conto corrente online parte dai 19,2 euro l’anno previsti dal Conto Iw di Iw Bank, seguiti dai 34,2 euro del conto WeBank e dai 43 euro del conto Fineco.

Guardando invece ai conti tradizionali, il costo più basso lo garantisce Barclays con il conto Progressive che costa circa 89 euro l’anno, mentre le altre soluzioni per questo profilo superano i cento euro annui, oltre 5 volte i prezzi previsti dai conti online. Ad oggi ancora 17 milioni di italiani utilizzano conti tradizionali, ma non c’è da stupirsi se i numeri dell’Abi prevedono una forte crescita dei clienti multicanale e tecnologici nei prossimi anni.
Fonte: Kataweb

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